Questo è uno spazio dove io condivido parole, poesie,dialoghi, che ho di frequente con la mia mente. vorrei condividere con chi leggerà ciò che scrivo, le mie osservazioni del mondo, che vedo attraverso questi occhi miopi.
tratto da: I fiori del male, (l'Abisso) di Charles Baudelaire.
Grazie del commento. secondo me questo verso, io lo interpretato in chiave moderna perché siamo sempre in balia di orari stretti, di corse senza senso. e credo che il verso volesse dire che invidia l'insensibilità del nulla, come voler dire il non pensare alle gabbie d'oro che puntualmente ogni giorno ci costruiamo ed invidia l'assenza, il voler non esserci. io la interpreto così
Penso sia una persona che soffre talmente tanto che preferirebbe l'insensibilità del nulla. Quello che vorremmo a volte pure noi: dormire, sparire, non essere mai nati. Si vorrebbe a volte, ma realmente non lo si vuole. Noi, magari il Bodler lo voleva davvero
il bolder per certi versi ha ragione secondo me. sparire anche solo per un attimo e identificarsi con il nulla può essere un buon esercizio per scoprire se stessi.
Il dolce pensiero. L’aria fresca, la strada ruvida sotto i piedi, le macchine impolverate. L’odore del mare. Una figura cammina verso me, i nostri passi si incrociano in un istante, e il tempo si ferma, e osservo la nebbia che sale e si ferma sotto i nostri visi e questo accade solo intorno a noi, mentre in ogni dove essa è così fitta da non riuscire a vedere ad un palmo della mano. Tra noi il tempo si è arrestato e mentre il mondo continua a correre, il giorno e la notte si mischiano, e noi due li fermi in una circonferenza perfetta ci osserviamo, ma non ci tocchiamo, ma ci sfioriamo in un abbraccio tra le nostre anime. E mentre tutto muta, e il vento si stanca di soffiare, il freddo avanza nelle mie ossa, ma basta immaginarti attorno a me che un onda di calore mi assale, e mi avvolge in un pensiero dolce, il tuo. Moonage Daydream. ☺
Ho conseguito una laurea, ho scritto un libro, ho partecipato a due concorsi universitari, ho attraversato la via degli dei in bici, ho raggiunto in un solo giorno su questo blog più di cento visualizzazioni, ho scritto molto e letto non so quanti libri(escludendo i manuali di studio) ho imparato a memoria una poesia, ho lavorato su me stesso. Non esiste la speranza, né la fortuna, ne la provvidenza, esiste solo agire, lottare per i nostri sogni. È semplice a costo di morire devo, dobbiamo realizzare ciò che ci piace, dobbiamo essere forti, anche nelle giornate in cui non ci va di far nulla. Siamo fatti della stessa materia delle stelle. Non mollo e non mollate (anche se questo blog lo leggo solo io lo faccio per me) se vi capita di leggere queste righe sappiate che non dovete in nessun modo sperare ma costruire e per costruire bisogna pensare e il pensiero è movimento è materia non fermatevi. il tempo delle cose lo decidete voi. 💓 Ciao vi voglio bene.
tra artefatti e stupidi miscugli tra le luci accecanti delle strade i manichini perfetti immobili nelle vetrine le auto sportive rumori di bicchieri, brindisi al veleno... Mi distacco seduto sulla solitaria panchina cecando ciò che è essenziale non si può comprare tutto è amore basta osservare l'erba cresce tra i sporchi marciapiedi una coppia di anziani si tiene per mano il volo di un gabbiano lascia perdere questo baccano tu dammi la mano voliamo. By niente
Qualsiasi cosa è meglio dell'insensibilità.
RispondiEliminaQuasi qualsiasi cosa, dai
Grazie del commento. secondo me questo verso, io lo interpretato in chiave moderna perché siamo sempre in balia di orari stretti, di corse senza senso. e credo che il verso volesse dire che invidia l'insensibilità del nulla, come voler dire il non pensare alle gabbie d'oro che puntualmente ogni giorno ci costruiamo ed invidia l'assenza, il voler non esserci. io la interpreto così
RispondiEliminaPenso sia una persona che soffre talmente tanto che preferirebbe l'insensibilità del nulla. Quello che vorremmo a volte pure noi: dormire, sparire, non essere mai nati. Si vorrebbe a volte, ma realmente non lo si vuole.
EliminaNoi, magari il Bodler lo voleva davvero
il bolder per certi versi ha ragione secondo me. sparire anche solo per un attimo e identificarsi con il nulla può essere un buon esercizio per scoprire se stessi.
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