Questo è uno spazio dove io condivido parole, poesie,dialoghi, che ho di frequente con la mia mente. vorrei condividere con chi leggerà ciò che scrivo, le mie osservazioni del mondo, che vedo attraverso questi occhi miopi.
tratto da: I fiori del male, (l'Abisso) di Charles Baudelaire.
Grazie del commento. secondo me questo verso, io lo interpretato in chiave moderna perché siamo sempre in balia di orari stretti, di corse senza senso. e credo che il verso volesse dire che invidia l'insensibilità del nulla, come voler dire il non pensare alle gabbie d'oro che puntualmente ogni giorno ci costruiamo ed invidia l'assenza, il voler non esserci. io la interpreto così
Penso sia una persona che soffre talmente tanto che preferirebbe l'insensibilità del nulla. Quello che vorremmo a volte pure noi: dormire, sparire, non essere mai nati. Si vorrebbe a volte, ma realmente non lo si vuole. Noi, magari il Bodler lo voleva davvero
il bolder per certi versi ha ragione secondo me. sparire anche solo per un attimo e identificarsi con il nulla può essere un buon esercizio per scoprire se stessi.
Ho conseguito una laurea, ho scritto un libro, ho partecipato a due concorsi universitari, ho attraversato la via degli dei in bici, ho raggiunto in un solo giorno su questo blog più di cento visualizzazioni, ho scritto molto e letto non so quanti libri(escludendo i manuali di studio) ho imparato a memoria una poesia, ho lavorato su me stesso. Non esiste la speranza, né la fortuna, ne la provvidenza, esiste solo agire, lottare per i nostri sogni. È semplice a costo di morire devo, dobbiamo realizzare ciò che ci piace, dobbiamo essere forti, anche nelle giornate in cui non ci va di far nulla. Siamo fatti della stessa materia delle stelle. Non mollo e non mollate (anche se questo blog lo leggo solo io lo faccio per me) se vi capita di leggere queste righe sappiate che non dovete in nessun modo sperare ma costruire e per costruire bisogna pensare e il pensiero è movimento è materia non fermatevi. il tempo delle cose lo decidete voi. 💓 Ciao vi voglio bene.
Tutto si ripete male il disco si inceppa nello stesso punto l'auto incontra sempre quel fottuto rosso, alla fottuta stessa ora il cibo che non cambia la sveglia tiranna l'amore manca. il letto mi chiama è notte… tutto cambia, nel sonno profondo sono quello bello il direttore d'orchestra sono quello che ha avuto fortuna, forse sono io? il gallo canta il sole già alto gli occhi stanchi, la vita che passa davanti tutto ritorna tutto si ripete tutto uguale, tutto uguale.
Qualsiasi cosa è meglio dell'insensibilità.
RispondiEliminaQuasi qualsiasi cosa, dai
Grazie del commento. secondo me questo verso, io lo interpretato in chiave moderna perché siamo sempre in balia di orari stretti, di corse senza senso. e credo che il verso volesse dire che invidia l'insensibilità del nulla, come voler dire il non pensare alle gabbie d'oro che puntualmente ogni giorno ci costruiamo ed invidia l'assenza, il voler non esserci. io la interpreto così
RispondiEliminaPenso sia una persona che soffre talmente tanto che preferirebbe l'insensibilità del nulla. Quello che vorremmo a volte pure noi: dormire, sparire, non essere mai nati. Si vorrebbe a volte, ma realmente non lo si vuole.
EliminaNoi, magari il Bodler lo voleva davvero
il bolder per certi versi ha ragione secondo me. sparire anche solo per un attimo e identificarsi con il nulla può essere un buon esercizio per scoprire se stessi.
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